17/08/15

Puntoeacapo

E' soltanto un punto di partenza. Solo quello. Non faccio che ripeterlo a me stessa, nella speranza che io possa riuscire a contenere l'agitazione. Perché, sì, è un punto di partenza. Ma è l'ennesimo. Ed è il punto di arrivo ciò da cui invece vorrei andare. Per tornare indietro o, all'occorrenza, per decidere di restare, senza mai insomma vagare a vuoto in cerca di una meta. La meta in quel caso l'avrei già e dove mi trovo la meta manca. C'è un'infinità di oggi e nessun domani. E io mi chiedo come si possa vivere di questo. Come si possa vivere di mille partenze senza ritorno. Ho voglia di saltare, di sperimentare, di conoscere e provare cose nuove e con questa valigia piena sempre delle stesse cose mi sento sempre più pesante. Ho voglia di partire, ma verso una destinazione che credo non essere né qui né altrove. Forse non esiste. Forse è già lontana. Forse non c'è più in un'Italia che cambia e perde tratti, pezzi di viaggi fondamentali per segnare l'arrivo. Mi sento parte del cambiamento, solo non so ancora usarlo e non so se saprò farlo mai. E il tempo passa e ho paura, di fare tardi, di fermarmi in questo punto che non sento mio.

12/08/15

Nel mare magnum

Sto navigando nel mare magnum della disperazione. Non la disperazione tragica, intendiamoci, ma la sua sorella balorda che ti fa uscire la sera per tornare presto la mattina, dopo aver fatto dei giri immensi nella tua testa solo con l'idea di portarci scompiglio. Dentro, nella testa, ti ci rimane l'eco di una sbornia e tu sei lì che provi a governare una imbarcazione senza nessuno al comando, che parla di sé dandosi del tu, come se tu ed io non fossimo la stessa persona. forse non lo siamo, forse non lo sono più. E in questo mare magnum ti chiedi cosa cazzo stai facendo. E me lo chiedo anch'io: cosa cazzo sto facendo?

07/12/14

Rovistamenti

Tutti siamo mossi da qualcosa. Qualcuno dalla rabbia. Qualche altro dell’imprudenza. Molti dalla presunzione. Solo i migliori dalla verità. Per fare bene il mestiere, secondo me, serve un pizzico di tutto questo. Altrimenti l’equazione non torna. Devi essere abbastanza arrabbiato da volerne sapere di più. Abbastanza imprudente da arrivare alla realtà dei fatti. E devi essere pure un po’ presuntuoso, credere in te stesso un poco oltre le tue possibilità. Io la rabbia l’ho persa. L’imprudenza è andata via da qualche tempo. La presunzione preferisco non averla. Mi è rimasta la sete, quella di verità. Ma bevo sassi. Senza trovare ristoro alcuno. E sto cercando la rabbia. 

No. Non la trovo.

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