28/02/16

Lesson no. 1





Ogni giorno è una scoperta. Non del tutto inedita, né completamente nuova. Ma comunque intima, mia. Perché mie sono le "cose" che riaffiorano. Sono gli insegnamenti, i pensieri. Sono le intuizioni che mi sono sempre appartenute in tutto questo tempo in cui credevo di averle perse. E invece si erano solo nascoste, in attesa che mi decidessi finalmente a tirarle fuori di nuovo. Quel momento pare essere arrivato. Io non so se e quanto durerà, ma so che cosa mi lascia addosso adesso. In ogni piccola scoperta infatti ci trovo sentimenti ed emozioni, pugni sullo stomaco, botte di vita ed euforia, che galvanizzano i pensieri battuti a ritmo sulla tastiera. Se mi guardo indietro, vedo tanta ingenuità e insicurezza. Mi ha destabilizzato perdere quel centro. Ma il centro, nella mia vita, devo essere io. E devo ricordarlo, se e quando questo momento finirà.

22/10/15

Le ceneri non sono tutte uguali



Uno a uno osservo i miei abiti migliori. Di qualcuno mi sembra di avvertirne il profumo, l'odore di un momento. Io me li ricordo tutti, mi ricordo delle occasioni importanti in cui ho deciso di infilarmi nell'uno o nell'altro vestito. Le più formali, recitate come fossero la scena di un copione. Le obbligate e un po' subite sui toni dal grigio al nero. Le indelebili mai passate, rimaste ancora vive in qualche posto dentro. I ricordi, con indosso i miei abiti migliori, li ho tutti lì, accatastati in attesa di una postazione. Quattro armadi, nel trambusto, sono rimasti vuoti. Aspettano anche loro che sappia trovargli ciò che ci va dentro. "E' strano", mi dico. Ma poi ci ripenso: lo faccio sempre, tutte le volte che ho bisogno di chiarire chi sono a me stessa. Oggi devo ricordarmi chi ero in quell'occasione con quel vestito. Questo mi ha portata qui, davanti al computer, a scrivere. Io lo vedo come un segno. E' segno che non tutto ciò che sono adesso deve essere cambiato. Non questo aspetto. Magari va ancora meglio incanalato, ma non distrutto. Le ceneri non sono tutte uguali e nella vita spesso ce n'è qualcuna che merita di essere raccolta. Dentro di me non c'è più nessun fuoco che divampa. Perciò credo che ne raccoglierò gli scarti, decidendo cosa buttare e cosa no.

17/08/15

Puntoeacapo

E' soltanto un punto di partenza. Solo quello. Non faccio che ripeterlo a me stessa, nella speranza che io possa riuscire a contenere l'agitazione. Perché, sì, è un punto di partenza. Ma è l'ennesimo. Ed è il punto di arrivo ciò da cui invece vorrei andare. Per tornare indietro o, all'occorrenza, per decidere di restare, senza mai insomma vagare a vuoto in cerca di una meta. La meta in quel caso l'avrei già e dove mi trovo la meta manca. C'è un'infinità di oggi e nessun domani. E io mi chiedo come si possa vivere di questo. Come si possa vivere di mille partenze senza ritorno. Ho voglia di saltare, di sperimentare, di conoscere e provare cose nuove e con questa valigia piena sempre delle stesse cose mi sento sempre più pesante. Ho voglia di partire, ma verso una destinazione che credo non essere né qui né altrove. Forse non esiste. Forse è già lontana. Forse non c'è più in un'Italia che cambia e perde tratti, pezzi di viaggi fondamentali per segnare l'arrivo. Mi sento parte del cambiamento, solo non so ancora usarlo e non so se saprò farlo mai. E il tempo passa e ho paura, di fare tardi, di fermarmi in questo punto che non sento mio.

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